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Mario, il prof!

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il video clip dell’evento.

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LA SECONDA GUERRA MONDIALE DI NONNO OTELLO

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Anche il mio bisnonno Otello ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale da protagonista. Il 3 gennaio del 1943, all’età di venti anni, è stato chiamato per arruolarsi nell’esercito ed è partito subito per Piacenza, dove restò per due mesi. Da qui venne portato a Eboli, in provincia di Salerno, dove era in attesa di partire per la Grecia. Il 7 luglio 1943 arrivò a
Patrasso nel Peloponneso, dove facevano i rastrellamenti per trovare i partigiani. Quando stavano in città occupavano le case, mentre in montagna si accampavano con le tende. Gli ufficiali, poi, lo costrinsero a far parte di un plotone di esecuzione, ma lui, potendosi rifiutare, dichiarò fermamente che il suo colpo sarebbe stato sparato in aria: il giorno dell’esecuzione si accorse che il suo posto era stato dato a un altro soldato, infatti mio nonno ancora oggi è orgoglioso di non aver ucciso nessuno durante gli anni di guerra. Il 25 luglio cadde il Fascismo e l’8 settembre ci fu l’armistizio. La mattina del 9
settembre arrivarono tre auto tedesche con un interprete che chiese loro se volevano combattere al loro fianco o contro: non accettarono nessuna delle due proposte, così tolsero loro le armi e li fecero prigionieri. Arrivati in Germania li portarono in un campo
di concentramento chiamato “lager 4°A” a Mulbe Elbe al confine con la Polonia. Qui, non venivano più chiamati con il loro nome, ma con un numero ed il numero di nonno era 254718, ma dal momento che era troppo lungo in fabbrica lo chiamavano 499. Lavoravano in una fonderia come operai, ma venivano trattati come attrezzi da lavoro e addirittura anche picchiati se non svolgevano bene il lavoro o quando erano in ritardo. Mangiavano una volta al giorno ed era poco e poco gradevole, perché ad esempio nella “minestra” c’erano poche carote, zucche gialle, rape e barbabietole da foraggio, in più 170 grammi di pane. Più di una notte nonno si è svegliato piangendo e masticando, perché sognava un pasto decente. Dopo un anno di prigionia erano ridotti malissimo, deperiti e senza più energie. Lì vicino era stato costruito un campo dove veniva portato chi era in fin di vita, tra questi c’era anche nonno; gli vennero fatte dieci punture di rinforzo contro la malaria, poi gli fecero altre tre punture di chinino, con le quali nel giro di tre/quattro giorni o sarebbe morto o, con poche probabilità, si sarebbe salvato. Dopo qualche giorno, nella baracca numero 14 dove stava mio nonno, entrò un prigioniero italiano che cucinava per i tedeschi e chiese se c’era qualcuno della provincia di Perugia.
Tra i venti prigionieri, l’unico era mio nonno. Il prigioniero gli regalò un paio di pantaloni e ogni giorno gli portava gli avanzi della cucina e quando non ce n’erano gli dava le bucce delle patate o delle arance: così nonno si rimise in forze e lo riportarono a ​
lavorare in fabbrica. Il 25 aprile, quando uscirono dalle baracche, si accorsero che il cancello del campo era aperto e le guardie non c’erano più: erano liberi! Partirono subito e camminarono il più possibile per allontanarsi dal campo. La prima notte dormirono in una pineta e la mattina seguente, vedendo un rimorchio pieno di patate, ne rubarono un po’ e le cossero sul fuoco. Per trovare la strada di casa si orientarono con i quattro punti cardinali: quindi sapendo che a est sorge il Sole, camminarono sempre verso sud. Impiegarono 55 giorni per tornare a casa, durante i quali sono vissuti di elemosina e alloggi di fortuna, che chiedevano ai contadini lungo la strada.
Arrivarono a Innsbruck dove vennero fermati dagli americani che li rimisero in sesto:
tolsero loro i pidocchi, li saziarono con pasta, pane, formaggio e cioccolata in abbondanza e diedero loro anche pacchetti di sigarette. Il 17 giugno, li portarono con
dei camion a Modena, dove presero un treno che li portò ad Ancona; da lì nonno prese
il treno per Foligno. Arrivato a destinazione scoprì che il pullman per Colfiorito sarebbe
partito due giorni dopo e, non volendo aspettare, prese il pullman per Casenove. Da lì
arrivò a Forcatura, dove tuttora abita, a piedi. Il 18 giugno 1945 alle ore 18:00 era tra le braccia dei suoi genitori!
Melissa Mancini

 

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Pane e Cicoria

Il 10 giugno,  presso i locali del Parco Regionale, la scuola primaria di Colfiorito ha presentato il volume “Pane e Cicoria. Saperi,sapori e profumi dell’Altopiano”, lavoro conclusivo del progetto annuale che ha coinvolto i bambini, attraverso la conoscenza delle consuetudini legate all’uso delle “erbe” nella tradizione popolare, in un percorso didattico che ha permesso loro di comprendere l’importanza che erbe, piante e fiori hanno sempre avuto nella vita dell’uomo dal punto di vista alimentare e terapeutico.

Il pomeriggio si è concluso con il concerto “ A sud del tempo” a cura degli Amici della Musica di Foligno e con un lauto rinfresco, offerto dai genitori, con le ricette descritte nel volume.

Maria Vittoria Cucchiarini

 

 

 

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DIALETTIAMO

Venerdì 8 giugno , nella sede del parco di Colfiorito, gli allievi della scuola secondaria di primo grado, sezione C di Colfiorito, hanno presentato il libro DIALETTIAMO: alla scoperta dei dialetti del territorio.

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Il mio canto… libero

ilmiocantoliberoIl gruppo corale e strumentale della Scuola Nicolò Alunno  di Belfiore è composto da sessanta alunni provenienti dalle classi prime, seconde e terze.

In questa annualità, in una logica di continuità e orientamento, in cui la Scuola crede fortemente e per cui si adopera in modo concreto, nel gruppo sono stati accolti anche gli alunni di classe V delle diverse Scuole Primarie dell’Istituto Comprensivo Foligno 5.

Inoltre, ritenendo indispensabile la cooperazione e la complementarietà tra Scuola e Famiglia,  non limitate alla mera partecipazione a riunioni e ad assemblee, anche i genitori sono entrati nel gruppo. Il senso di appartenenza alla Scuola e la condivisione di saperi, di emozioni, di  momenti di tensione e di gratificazione, favoriscono negli alunni processi educativi e culturali importanti.

L’attività del laboratorio musicale si è svolta il martedì pomeriggio nell’arco dell’intero anno scolastico, offrendo la possibilità a tutti di esprimere le proprie attitudini e passioni.

Inclusione è infatti la parola d’ordine di questa “officina” in cui si costruiscono brani musicali, spesso anche originali, che si integrano con le tematiche svolte nei progetti multidisciplinari dell’Istituto e che nel corso degli ultimi tre anni ha avuto il riconoscimento in importanti manifestazioni. Ricordiamo tra le tante il Concorso Nazionale “Giovani in Crescendo” di Pesaro, il Concorso “Cantiamo in coro” degli Amici della Musica di Foligno, il Concorso “Insieme in Armonia “ di Trevi, “La piazza incantata” con il coro più grande del mondo a Napoli e infine l’esibizione a Malta, davanti alla Presidente della Repubblica, Marie Louise Coleiro Preca.

Con il concerto “Il mio canto… libero”, attraverso un repertorio musicale variegato, si intende esprimere la bellezza della musica in ogni sua espressione.

 

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Il plesso di Colfiorito intitolato a Don Mario Sensi

donmariosensi0039Il 6 giugno, con una grande manifestazione, Colfiorito ha intitolato il suo plesso scolastico a don Mario Sensi che per 25 anni è stato parroco del paese ed insegnante presso la scuola media. Uomo e sacerdote dalle grandi doti umane e culturali, profondo conoscitore ed estimatore della storia locale, ha con la propria opera arricchito,valorizzato e restituito, attraverso la ricerca scrupolosa e costante di notizie e l’analisi delle fonti alla cui decodificazione ha dedicato gran parte della sua esistenza, l’identità storica alla popolazione dell’Altopiano. L’iniziativa promossa dal Comitato della “Sagra della Patata Rossa di Colfiorito” ha, da subito, trovato il favore della popolazione, delle componenti scolastiche e dell’amministrazione comunale e, a compimento dell’iter burocratico durato più di un anno, finalmente è stata apposta la meravigliosa targa, dono del Comune di Foligno, che consacra per sempre la figura dell’illustre uomo, studioso, professore e sacerdote alla sua scuola. Alla cerimonia, presenti i famigliari e gli amici di don Mario, sono intervenuti e hanno portato le loro testimonianze il sindaco del comune di Foligno Nando Mismetti, l’avvocato Maurizio Salari, conterraneo ed amico di don Mario, il vescovo di Foligno Gualtiero Sigismondi, il comandante della stazione dei carabinieri di Colfiorito in rappresentanza delle forze dell’ordine, la dirigente scolastica Alessia Marini, i rappresentanti delle varie componenti scolastiche dell’Istituto, i genitori e gli alunni dei tre ordini della scuola e gli abitanti di Colfiorito. La cerimonia ha visto protagonisti gli alunni del plesso di Colfiorito che hanno letto alcune testimonianze acquisite dai racconti fatti dai loro famigliari su don Mario e, magistralmente guidati dall’insegnante Mariella Battistelli, hanno intonato  l’inno dell’Istituto Comprensivo Foligno 5. La manifestazione si è conclusa come Don Mario, cultore di storia culinaria qual era, avrebbe senza dubbio approvato, con un ricco buffet offerto dalla “Sagra della Patata Rossa”.                                                                     Maria Vittoria Cucchiarini

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