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Ricordo di Getulio Alviani

Si è spento a Milano il 24 febbraio 2018, dopo una lunga malattia, Getulio Alviani (Udine, 1939). Artista, progettista, grafico, teorico dell’arte, collezionista, promotore culturale, Alviani è stato indubbiamente uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento. Un artista anticonformista e pessimista che ha combattuto fino alla fine contro un mondo che non sentiva più suo perché superficiale e sciatto. Spesso scriveva brevi pensieri che fotografavano con sagacia la realtà, come fece in occasione della visita nella nostra scuola. Grazie al professor Maurizio Cancelli, suo grande amico, i nostri allievi nell’aprile del 2010 hanno usufruito di un’occasione unica. Il maestro Getulio Alviani ci ha regalato una splendida mattinata conducendoci tra i segreti dell’arte contemporanea. Alviani ha lasciato ai nostri ragazzi  un segno della sua arte, una semplice scritta “al futuro” su di un foglio bianco che conserviamo gelosamente nella nostra biblioteca. Voglio anche ricordare un fatto personale, come ringraziamento per un piccolo favore che gli avevo fatto, il maestro mi fece recapitare per posta una sua stampa, incartata con fogli riciclati e dall’aspetto del tutto dimesso. Questo è anche il suo lascito, l’arte non è una cosa gridata, ma va goduta in silenzio con riservatezza. Voglio ricordarlo proponendo la registrazione della lezione da lui tenuta nella nostra scuola.

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Consigli iniziali

oggi nuovi «studi sullo studio» possono aiutare a diventare più efficienti e gestire meglio il tempo. Un com­pendio di accorgimenti salvastudente è quel­lo raccolto nel saggio Studiare è un gioco da ragazzi (ed. Gribaudo, pp. 288, aura 16,90) da Matteo Salvo, primo italiano a conseguire il titolo di International Master of Memory ai campionati mondiali di memoria 2013 e allenatore di Andrea Latorre, il dodicenne che ha vinto la sfida tv Superbrain l’anno scorso.

Il primo consiglio può sorprendere chi è prigioniero di una visione antiquata dello studio ma, a pensarci bene, ha perfettamen­te senso: «Prima di buttarsi nella lettura, è bene capire la struttura di un capitolo: legge­re i titoli dei paragrafi e, ancora meglio, leg­gere (nei testi che lo offrono) il riassunto dei punti salienti alla fine del capitolo» spiega Matteo Salvo. «In questo modo il cervello si prepara a organizzare e strutturare le infor­mazioni che assorbiremo leggendo il capitolo dall’inizio alla fine. E la memoria se né giove­rà. Chi inizia a studiare dalla prima pagina, senza guardare altro, fa come chi parte senza avere idea di dove stia andando».

Lo studio è questione luna web4 di tempo: «Per il massimo dell’efficienza bisogna suddividere lo studio in periodi di 40-45 minuti con pause di 10-15 mi­nuti. Studiare per ore incollati alla sedia, quasi per autopunirsi, non è fruttuoso. Le pause permettono di consolidare nella memoria quanto si è appreso. È come nello sport, dove il recupero fa parte dell’alle­namento, non è un’attività separa­ta» spiega Salvo. «Però le pause devono essere veri momenti di relax del cer­vello: meglio uscire per una piccola passeg­giata o fare 15 minuti di ginnastica che anda­re su Facebook o accendere la televisione». Molto utile anche porsi, come obiettivo, il dover insegnare a qualcuno quello che si è imparato: «Solo quando studio perché devo spiegare un argomento a un genitore o a un amico che non ne sa nulla, imparerò in ma­niera piena e duratura, arrivando a padro­neggiare la materia» osserva Salvo. «Se il genitore chiede allo studente: “Quando hai finito di studiare questa cosa, me la puoi spiegare? Io ormai l’ho dimenticata” il ragaz­zo durante lo studio tenderà a isolare auto­maticamente le cose più importanti, ossia a strutturare in maniera intelligente quanto legge, perché sa che saranno le prime cose da spiegare al suo “alunno”».

Per un motivo analogo, durante le lezioni, conviene prendere appunti a mano . «Chi prende ap­punti, invece, non può scrivere ogni parola ed è costretto a elabo­rare, sia pure in modo approssima­tivo, ciò che ascolta per decidere cosa mettere su carta».

E una volta che tutto l’impor­tante è stato scritto? La scienza ci suggerisce come far fruttare il la­voro a casa: «Invece di leggere e rileggere un testo più volte si pos­sono adottare sistemi che ci fanno fare un miglior uso del cervello. Ad esempio, in fondo ai capitoli dei li­bri scolastici, spesso ci sono do­mande sul testo letto. In genere studenti e insegnanti le snobbano, invece sono utilissime, perché per rispondere si devono recuperare elementi dalla memoria, e facendo così il ricordo della lezione si consolida»

E dopo lo studio? A letto, per poter memorizzare a lungo. Lo con­ferma il neurobiologo Wenbiao Gan, del­la, New York University School of Medi­cine, autore di uno studio uscito su Scien­ce a giugno. «II sonno è fondamentale per lo sviluppo di nuove connessioni neuronali dopo lo studio» sottolinea Gan. «Gli esperi­menti indicano che queste si formano entro dodici ore dallo studio, ma si consolidano solo durante il sonno: mentre dormiamo íl cervello riattiva i sentieri neuronali che cor­rispondono alle cose imparate di recente. È questa riattivazione che modifica le sinapsi e stabilizza la memoria». Come mettere a frutto questa scoperta la notte prima degli esami? «II suggerimento è che è meglio stu­diare parzialmente e però dormire almeno cinque o sei ore che studiare tutto passando la notte in bianco».

Da un articolo sul “Venerdì” di Repubblica.

 

 

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Cittadini del Mondo

E’ un progetto culturale scaturito dalla collaborazione della Diocesi di Foligno e dell’Officina della Memoria con la nostra scuola, che ha avuto come tema centrale: “L’uomo custode del Creato”. Sono state coinvolte le classi della scuola secondaria di primo grado di Belfiore e di Colfiorito in attività di laboratorio e in conferenze dove sono stati affrontati gli argomenti dell’accoglienza, dei nuovi stili di vita e della conservazione dei beni ambientali.

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Fantascienza & Matemagica

giocare con la scienza e con la matematica. Riprendersi il diritto di sporcarsi le mani o di non fare i conti, per vedere l’effetto che fa. Lo studio visto senza paure, un approccio di gruppo, ludico, ai fenomeni scientificifantalogook, cercando di scoprire la voglia di capire che è in ognuno di noi.

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The Mystery of Europe: the first film

abbiamo realizzato uno spot per il film da realizzare nel progetto comenius, ecco alcuni momenti

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THE MYSTERY OF EUROPE

gli alunni della scuola primaria di Belfiore hanno accolto gli ospiti stranieri con una simpatica canzone (cantata in lingua inglese)

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NON CADIAMO NELLA RETE

Riservatezza e prevenzione: queste le parole d’ordine emerse nell’interessante incontro tenuto dal dott. Paolo Raneri venerdì 8 novembre presso la chiesa di San Nicolò di Belfiore e rivolto ai genitori degli alunni della Scuola Secondaria di I Grado del nostro Istituto.

Psicologo e psicoterapeuta gruppoanalista, il dott. Raneri – già giudice onorario minorile presso la Corte d’Appello di Perugia – ha realizzato un intervento sul tema ‘Non cadiamo nella rete. Storie di cyberbullismo, violazione della privacy ed uso scorretto dei social network’ adottando uno stile dialogico e coinvolgente che ha permesso ad alunni e genitori di aprirsi alla riflessione e di acquisire una maggiore consapevolezza circa opportunità e rischi offerti dal web, fornendo anche alcune puntuali indicazioni su quanto sia assolutamente da evitare in rete: fornire dati personali, dare amicizia a sconosciuti, scaricare musica, come giochi o film, …

Ad introdurre il relatore sono stati interessanti riflessioni e contributi proposti dagli alunni delle classi terze che, coadiuvati dagli insegnanti, hanno preventivamente affrontato il tema del cyberbullismo e della ‘netiquette’ ( l’insieme delle regole che disciplinano il comportamento di qualsivoglia utente di Internet nel rapportarsi agli altri fruitori della rete) e che torneranno ad incontrare l’esperto psicologo nel mese di gennaio 2014, sui banchi di scuola, per proseguire il loro percorso di prevenzione formativa.

Nel corso dell’intervento, il dott. Raneri si è anche servito di alcuni video proposti dalla Polizia Postale e delle Telecomunicazioni per aumentare la consapevolezza circa rischi ed insidie nascosti nel web e sul fenomeno – in triste quanto preoccupante aumento – del cyberbullismo (cfr. http://www.youtube.com/watch?v=kXhZ1DZBW6g) e della pedopornografia (cfr. http://www.youtube.com/watch?v=jGQOU4xkR_E) ed ha segnalato il format radiofonico ‘Perfetta Imperfezione’ da lui condotto su Dot Radio (www.dotradio.eu) insieme a Ylenia Cariani.

Prof.ssa Elena Lovascio

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