Il Museo di Galileo

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Gli alunni delle classi seconde della scuola secondaria di primo grado di Belfiore e Colfiorito il giorno 28 novembre 2014 si sono recati a Firenze. Durante l’uscita didattica hanno visitato il Duomo e il Museo Galileo Galilei all’interno del quale sono conservate ed esposte collezioni di strumenti scientifici medicee e lorenesi a partire dall’epoca rinascimentale. La visita guidata al Museo ha permesso agli studenti di osservare e sperimentare importanti leggi della fisica e di comprendere in modo più approfondito le principali scoperte di Galileo Galilei.

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studiare meglio … per i docenti

Per i docenti le modalità di reazione alle difficoltà degli allievi sono spesso inconsapevoli e automatiche. Se uno stesso atteggiamento si protrae nel tempo l’allievo tende a uniformarsi alle aspettative del docente.

DOCENTE UTOPISTA

E’ quello che si mobilita verso gli alunni problematici, attivando facilitazioni e attenzioni continue generando spesso nell’allievo uno stato demoralizzante del tipo “potrebbe ma non riesce” Gli allievi riconoscono la differenza tra un clima caldo e di fiducia da un clima di supporto quasi caritatevole. Spesso anche i corsi di recupero proposti diventano controproducenti (gli altri giocano io studio).

DOCENTE ETICHETTANTE

Valuta alla prima impressione e non cambia idea, non si fida dello studente. E’ brusco e trasmette sensazioni negative. Tratta in modo positivo gli alunni che giudica “bravi” e critica e rimprovera gli altri. Spesso nella correzione dei compiti è più punitivo con gli alunni etichettati negativamente.

DOCENTE “ALONE POSITIVO”

Molto coinvolto, incoraggia l’allievo verso lo sviluppo personale stimolando il senso di responsabilità. Di fronte alle difficoltà assume atteggiamenti di privilegio fornendo più tempo nei compiti, più attenzione durante le spiegazioni. Così facendo però aumentano la pressione sugli studenti in difficoltà che si sentono senza via di scampo.

ALCUNE CONSIERAZIONI SUI VOTI

6 politico, 6- d’incoraggiamento, 2 sadico nazista, 3,5 punitivo, 4,5 indecifrabile, 10 non pervenuto (non te lo darò mai, la perfezione è irraggiungibile).

Considerazioni tratte dal libro “lo studente strategico” Alessandro Bartoletti, edizioni Ponte alle grazie.

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studiare meglio …per i genitori

Prendiamo in considerazione i genitori

GENITORE CRITICISTA

E’ autoritario, rigido squalificante. Pretende dai figli standard elevati, lancia giudizi negativi, sceglie al posto dei figli. Ricatta i figli emotivamente, li sminuisce non essendo mai contento dei risultati. Spesso coinvolge il figlio in altre attività (nuoto, calcio, danza, musica) dove sempre pretende il meglio.

GENITORE PERMISSIVO

Osserva i problemi di studio del figlio ma non si preoccupa, oppure delega l’aiuto che può dare cambiando la scuola, mandando il figlio a lezioni private. Quando è convocato dai docenti minimizza i problemi e tende a giustificare il figlio.

GENITORE SINDACALISTA

Difende ad oltranza il figlio, attacca i docenti qualsiasi sia il comportamento didattico. E’ sempre dalla parte del figlio.

IPER GENITORE

Molto coinvolto, preoccupato e ansioso aiuta i figli fin dalla scuola primaria, partecipa assiduamente alle attività della scuola (riunioni, colloqui). Al presentarsi dei problemi drammatizza e aumenta il suo intervento schiacciando la volontà del figlio.

I genitori e l’aiuto domestico

Non bisogna insistere sull’obbligo o sul dovere di studiare, ma fare leva sul piacere di conoscere.

AIUTO DIRETTO SACRIFICANTE

Il genitore si sostituisce al figlio nello studio. Ma così il figlio potrebbe sentirsi incapace o si potrebbe colpevolizzare per la fatica a cui costringe il genitore. Lo studente richiede continuamente aiuto oppure si arrabbia con chi lo aiuta perché non vuole sentirsi in debito.

AIUTO DEMOCRATICO-PERMISSIVO

Non si danno regole, non si guida il figlio verso l’apprendimento si ritiene che possa acquisire un metodo in modo “naturale”, ma la cultura è “artificiale” per definizione.

SPIEGAZIONE A OGNI ERRORE

L’eccesso di interruzioni mentre si segue lo studio del figlio genera confusione. Prima bisogna capire la parte generale poi si migliorano i dettagli. Il figlio crede che gli sbagli pesino molto di più del successo.

LE RIPETIZIONI (AIUTO DELEGANTE)

Il genitore spesso si sofferma sui contenuti piuttosto che recuperare le motivazioni. C’è da sperare nell’input positivo del docente di supporto. Le ripetizioni possono generare frustrazione ( i miei amici giocano e io devo ancora studiare)

AIUTO PSICOLOGICO

E’ sintetizzato dalla frase “alla mamma lo puoi dire!”, però la psicologia va praticata da professionisti, non ci si può improvvisare.

 

Considerazioni tratte dal libro “lo studente strategico” Alessandro Bartoletti, edizioni Ponte alle grazie.

 

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studiare meglio

se ti riconosci in una di queste tipologie, anche in parte, saprai di non essere solo e quindi potrai affrontare i tuoi problemi con più serenità. Se non puoi accedere con il link della figura, leggi sotto le informazioni per lo studente.

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Nella vita scolastica la maggior parte egli studenti ha convissuto con alcune difficoltà che è riuscito a controllare e superare. Chi impegnandosi di più chi colmando lacune didattiche pregresse. Se ciò no avviene, la difficoltà si trasforma in un problema, per evitare ansie e blocchi mentali è bene fare un’analisi delle varie tipologie di studenti, di genitori e di docenti.

LO STUDENTE INCATENATO

E’ quello che vive lo studio come obbligo che quindi perde il piacere della conoscenza. Oppresso dallo sforzo di studiare lo studente si ribella al sistema. Sembra svogliato e disinteressato, invece è schiacciato dal senso del dovere e, dopo aver passato ore sopra i libri aperti con l’incapacità di leggere, di comprendere e di focalizzare l’attenzione, si deprime e rifiuta lo studio.

LO STUDENTE PERFEZIONISTA

E’ quello che ha paura di sbagliare, teme di non corrispondere ad un suo ideale di perfezione. Si impegna in ore e ore di studio, studia dopo cena o al mattino presto. Diventa maniacale nell’esecuzione dei compiti e nel controllo dei risultati che coinvolge anche la famiglia. L’alunno non si diverte più, può diventare isterico e somatizzare l’ansia. Se la famiglia non comprende la situazione può coinvolgere il ragazzo in visite mediche che aumentano l’ansia. E’ il modello Leopardi.

LO STUDENTE TERRORIZZATO

E’ una tipologia molto frequente, lo studente ha paura di esporsi al pubblico, nelle interrogazioni, alla lavagna. Un po’ di ansia migliora la prestazione ma troppa la squalifica. Lo studente teme di essere giudicato male dagli amici o dal docente. Viene colpito da disturbi gastrointestinali, mal di testa, confusione mentale, non si ricorda più cosa ha studiato. Questa paura può essere selettiva, aver paura solo dell’interrogazione, preferire un rapporto a tu per tu con il docente.

LO STUENTE “PRESUNTO” INCAPACE

Se le difficoltà scolastiche durano nel tempo lo studente si costruisce la percezione di essere incapace. Preferisce attività manuali o sportive. Magari ha tentato di reagire ma ha fallito di nuovo, si sente inferiore, è deluso e a volte reagisce con rabbia.

STRATEGIE DEGLI STUDENTI PER …FALLIRE

IPER ANALITICA

L’allievo cura il dettaglio in modo esagerato, cerca tutti i collegamenti possibili tra i vari argomenti. Così però non è più sicuro di nulla (manca sempre qualche cosa).

IL DOVERE DI SAPERE

Moltiplica gli sforzi per memorizzare, aumenta l’autocontrollo e il tempo di studio fino ad arrivare alla nausea. Sottolinea il libro riga per riga invece di evidenziare le parole chiave. Cerca di “ricordare” invece di “capire”.

IL SAPERE COME SFIDA

Dopo un voto basso lo studente vuole subito recuperare ponendosi obiettivi non realistici. Ci si affida alla fortuna andando incontro ad un fallimento annunciato.

STUDIO DISORGANIZZATO

L’allievo studia senza un criterio, ripetendo a memoria le cose. Lo studente semplifica la comprensione riducendola ad un fatto di memoria ( a furia di ripetere qualche cosa rimarrà).

COMUNICARE L’ANSIA

Contrariamente a quanto si pensa, esternare la propria agitazione genera nuova ansia trasformando la paura in terrore. Lo studente spera nell’indulgenza altrui più che nelle sue capacità di superare gli ostacoli.

IL SAPERE DELL’ULTIM’ORA

L’ansia impedisce di studiare, quindi lo studente rimanda tutto all’ultimo momento sperando in strategie di apprendimento miracolistiche (maratone notturne, levatacce all’alba).

LA FUGA

Lo studente evita i momenti di verifica. Marina la scuola il giorno el compito in classe, dell’interrogazione. Si sente male e trova sollievo solo nel pensare che in fondo può non fare l’esame.

L’IGNORANZA COME SOLUZIONE

Non sono portato quindi rinuncio. E’ lo stato d’animo dello studente che crede nel sapere come fattore genetico. Così non si preoccupa di migliorare il suo rendimento e abbandona la scuola.

COPIARE

Lo studente non cerca di capire ma usa nozioni elaborate da altri. Usa la furbizia invece dell’intelligenza. Scaricare informazioni da internet non vuol dire conoscere o capire i concetti.

DOPING

Prendere il caffè, eccitanti, calmanti. Per lo studente è perdente dal punto di vista psicologico: delego il miglioramento delle mie capacità all’assunzione di una sostanza. Il sapere in una medicina.

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foto di scena. Mystery of Europe continua

sono alcune foto fatte in piazza della Repubblica durante le riprese del film per il progetto comenius.

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Galileo Galilei

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MONITORAGGIO DELL’ACQUA DEL MENOTRE

Come ogni anno siamo andati sulle rive del nostro piccolo grande fiume per controllare la qualità della sua acqua.

Stiamo seguendo un progetto mondiale sulla difesa delle acque superficiali dal titolo  World Water Monitoring che interessa più di 60 nazioni.

ZZZwwmonitor

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